REAZIONI / Alex Farinelli (PLR): «Il Consiglio federale doveva limitarsi a respingere il testo» – Lorenzo Quadri (Lega): «Esercizio di cosmesi che non basta: l’iniziativa resta» «Il fatto che il Consiglio federale respinga l’iniziativa è sicuramente positivo, in quanto la proposta avrebbe effetti deleteri sul servizio pubblico e sulla presenza della SSR nelle varie regioni, in particolare quelle abitate dalle minoranze linguistiche», ha commentato al CdT il consigliere nazionale Alex Farinelli. Il deputato PLR, tuttavia, non nasconde una certa sorpresa di fronte alla decisione dell’Esecutivo di inserire una chiara tabella di marcia per l’adattamento dell’ordinanza proposta. « Se non è una fuga in avanti, poco ci manca», commenta Farinelli. Pur riconoscendo che la legge conferisce al Governo precise deleghe sulla fissazione del canone, trattandosi di un’iniziativa popolare – secondo Farinelli – si sarebbe dovuto riconoscere il primato del Parlamento. «Il Consiglio federale avrebbe dovuto semplicemente respingere l’iniziativa, ricordando i vari scenari elaborati. Invece ha stabilito che dal 2027 è prevista una progressiva diminuzione del canone per le persone fisiche e giuridiche. È vero che il Parlamento in questi due anni e mezzo, verosimilmente, avrà tempo per svolgere i suoi lavori, ma istituzionalmente il Consiglio federale non avrebbe dovuto fissare date e, di conseguenza, cifre». E ancora: «Così facendo il Governo ha ribadito una volta di più che, a prescindere da quello che uscirà dal Parlamento, si vuole arrivare lì. Dobbiamo pensare – prosegue Farinelli – che ci sarà anche una votazione popolare che potrebbe avere un esito molto chiaro, per esempio, contro l’iniziativa ». Insomma, secondo il consigliere nazionale PLR, il Consiglio federale si è già determinato. Non solo. Lo ha fatto con un progetto a livello di ordinanza: « Essendo l’ordinanza di competenza dell’Esecutivo, di fatto, il Parlamento ha poco da dire ». E quindi? «Di certo, la modifica dell’ordinanza non andrà in votazione, visto che il popolo vota sulla Costituzione o sulle leggi. Ora il messaggio del Governo farà il suo corso e, contestualmente, verrà discussa l’iniziativa. Il Parlamento potrebbe decidere per un controprogetto diretto o indiretto e, alla fine, gli iniziativisti decideranno se ritirare il loro testo o meno».
«Pura cosmesi»
«Di ritirare l’iniziativa non se ne parla», ha commentato dal canto suo il consigliere nazionale della Lega Lorenzo Quadri. «ll Consiglio federale con la sua proposta intende spuntare le armi all’iniziativa 200 franchi bastano. Ma è chiaro che i 300 franchi proposti sono un esercizio di cosmesi che non soddisfa i promotori ». L’iniziativa, quindi, verrà messa in votazione indipendentemente dalla modifica dell’ordinanza federale, aggiunge Quadri. Il quale ricorda il massiccio apporto ticinese alla raccolta firme (29.223 quelle valide). «Il mondo dei media è profondamente cambiato e l’attuale modello della SSR non tiene conto delle mutate abitudini degli utenti», chiosa ancora Quadri.
USAM: «Doppia imposizione»
Di «pura cosmesi» parla anche il presidente dell’USAM Fabio Regazzi. « L’Unione svizzera arti e mestieri ha sempre richiesto che tutte le piccole e medie imprese (PMI) fossero esonerate dal pagamento del canone, indipendentemente dalla cifra di affari». Al riguardo, però, la proposta del Consiglio federale non cambia nulla. «Gli imprenditori e i loro collaboratori pagano già il canone a Serafe in quanto cittadini privati. Come confermato dal Tribunale amministrativo federale, si tratta quindi di una doppia imposizione inammissibile da parte dell’Amministrazione federale », commenta ancora Regazzi. L’organizzazione mantello continuerà quindi a impegnarsi per l’abolizione completa della tassa per le PMI. «Finché questo obiettivo non sarà raggiunto a livello politico, l’USAM sosterrà l’iniziativa popolare « 200 franchi bastano!».