Non è questione di essere europeisti bensì realisti. Con l’UE bisogna mantenere l’equilibrio dinamico

In tempi normali dobbiamo avere buone relazioni con l’Unione Europea, in tempi difficili invece di ottime. Potremmo partire da questa semplice frase per fare una riflessione sulle nostre relazioni con il nostro grande vicino. Non si tratta di essere europeisti ma realisti: la Svizzera non è un’isola ma si trova esattamente al centro del continente europeo e la gran parte delle nostre relazioni commerciali, culturali, nell’ambito della sicurezza o della ricerca (per citare alcuni campi) si sviluppano con questi Stati. L’arte sta nel mantenere quel sottile equilibrio dinamico, perché è impensabile che col tempo le situazioni non cambino, nel quale la Svizzera sappia ritagliarsi il suo giusto spazio consapevoli che le buone relazioni sono negli interessi di entrambi. Pensiamo ad esempio a quanto sia importante, per mantenere i posti di lavoro sul nostro territorio, che le imprese nel nostro paese (e non mi sto riferendo ai famigerati “capannoni” evocati in maniera caricaturale) possano avere delle condizioni di accesso al mercato europeo come si trovassero in un paese dell’UE. Credere che uscire da questo meccanismo non comporti un prezzo, alto, da pagare è illusorio. E anche sostenere che si possa tornare al regime precedente lo è. Nessuno dice che lo stato attuale sia perfetto e che non si possa, e si debbano, correggere delle storture. Ma sarebbe come dire che siccome oggi ci sono alcuni problemi legati alla rivoluzione tecnologica in corso in Svizzera si dovrebbe tornare come eravamo nel 2002: niente smatphone, niente internet diffuso, niente progresso tecnologico digitale. Certo si viveva anche allora, ma in un mondo che cambia, sempre più velocemente, tornare indietro non è la soluzione. Andare avanti invece cercando veramente di correggere i problemi sì. È questo che dobbiamo fare.

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Alex Farinelli

Alex Farinelli

Ho conseguito il Bachelor in Economia (Zurigo e Lugano) e il Master in Economia e politiche internazionali. Professionalmente, sono entrato alla Corner Banca nel 2009, occupandomi di organizzazione interna, per poi diventare un anno dopo, nel 2010, segretario cantonale del PLR ticinese, con la responsabilità, dal 2014, di direttore di Opinione Liberale. A partire dal mese di giugno del 2015 lavoro per la Società svizzera impresari costruttori sezione Ticino della quale sono Vicedirettore dal 2017.
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