Le politiche climatiche dovrebbero essere equilibrate e ponderate

CdT, 25.01.2025, Fa. Lu.

La Costituzione federale contiene già disposizioni per promuovere la sostenibilità. Eppure, ciò non basta: la Svizzera, oggi, vive ben al di sopra dei limiti planetari. Non è auspicabile consumare meno risorse di quelle che la natura riesce a rigenerare?

« L’importanza di un consumo responsabile delle risorse è indiscutibile per la sostenibilità a lungo termine del nostro ambiente. Tuttavia, l’approccio proposto dall’iniziativa non solo supera i normali sforzi di sostenibilità, ma impone anche un cambiamento così radicale e veloce da essere irrealistico e potenzialmente dannoso. È essenziale riconoscere che la Svizzera ha già compiuto progressi notevoli attraverso politiche ambientali che hanno migliorato l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e diminuito l’impatto ecologico. La proposta di forzare una trasformazione completa dell’economia in soli dieci anni porterebbe a conseguenze severe, come la disoccupazione, l’inflazione dei prezzi al consumo, e un aumento della povertà, senza necessariamente garantire miglioramenti tangibili nella conservazione delle risorse. Una strategia più lungimirante e nell’interesse del nostro paese, che consideri il contesto economico globale e la capacità del settore industriale di adattarsi senza subire danni irreparabili, sarebbe molto più appropriata».

L’obiettivo dei promotori è di chiamare alla cassa le aziende ( e le persone) più facoltose. Le piccole e medie imprese ( PMI), al contrario, potrebbero essere sostenute per effettuare la transizione verso un’economia più sostenibile. Perché opporsi?

« Queste sono promesse irrealistiche, nonostante l’intenzione di sollevare le PMI dalle pressioni finanziarie della transizione ecologica possa sembrare vantaggiosa, l’attuazione di questa iniziativa sarebbe in ogni caso controproducente e dannosa per tutti. La distinzione tra aziende « facoltose » e PMI non è sempre chiara, e le misure proposte potrebbero erroneamente penalizzare imprese medie che sono essenziali per l’economia locale. Inoltre, le aziende più grandi hanno maggiori capacità di assorbire o trasferire i co-sti aggiuntivi, mentre le PMI potrebbero trovarsi a lottare per la sopravvivenza. L’approccio dell’iniziativa, che implica rapidi cambiamenti regolamentari e oneri finanziari, minaccerebbe la stabilità di queste imprese, riducendo la loro capacità di innovare e competere. Invece di imporre misure punitive, sarebbe più produttivo fornire incentivi e supporto per consentire a tutte le imprese di avanzare verso obiettivi di sostenibilità senza compromettere la loro operatività o solvibilità finanziaria. Questo è qualcosa che si sta già facendo, ma nei modi e con i tempi giusti: a poco serve continuare a proporre obiettivi utopici ed estremi».

Per i promotori, se non si agisce subito i costi legati al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità saranno sempre più elevati nei prossimi decenni. Non è un errore lasciare il conto da pagare alle generazioni future?

« È vero che i costi del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità possono crescere se non affrontati adeguatamente ed è proprio per questo che si sta già agendo da tempo. Legge sugli obiettivi climatici, promozione delle energie rinnovabili, incentivi per il risparmio energetico: sono solo alcuni esempi concreti di decisioni, anche ambiziose, prese nel corso di questi anni e che sono in fase di realizzazione. Al contrario l’approccio estremo suggerito dall’iniziativa destabilizzerebbe l’economia senza garantire una riduzione significativa di tali costi. Imporre restrizioni draconiane ai consumi e alla produzione che di fatto dovremmo ridurre del 60% in 10 anni. La realtà è un chiaro aggravio per tutti con la creazione di problemi sociali ed economici, come la disoccupazione e l’accesso limitato a beni e servizi essenziali. Le politiche ambientali dovrebbero essere equilibrate e ben ponderate, cercando di minimizzare i rischi economici mentre si massimizzano i benefici ambientali. Un approccio più misurato, che includa il dialogo tra tutti i settori della società e il supporto per l’innovazione tecnologica, potrebbe fornire una soluzione sostenibile che protegge l’ambiente e la prosperità futura senza imporre sacrifici inaccettabili alle generazioni attuali. Queste iniziative estreme, che purtroppo sono sempre più la regola, al contrario non contribuiscono a risolvere il problema »

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Alex Farinelli

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