Due votazioni importanti per il nostro cantone

La proposta di riforma fiscale e quella sulla cassa pensioni dello Stato rappresentano due votazioni molto importanti per il nostro Cantone.

Da un lato, in un contesto economico in cui il Ticino figura agli ultimi posti nelle classifiche fiscali intercantonali, la necessità di intervenire non è solo desiderabile, ma indispensabile. Dall’altro, invece, non è pensabile tagliare le pensioni dei dipendenti pubblici del 15%, un atteggiamento che sarebbe iniquo in particolare per i giovani dipendenti dello Stato che sarebbero chiamati a coprire un buco di cui non hanno alcuna responsabilità.

La riforma fiscale prevede una serie di adeguamenti volti a rendere il nostro sistema più competitivo. Ad esempio, andando a facilitare il passaggio generazionale nella successione aziendale o evitando che il ritiro del secondo pilastro al momento del pensionamento avvenga in altri Cantoni con importanti perdite fiscali. Vi sono poi misure più a carattere generale che andrebbero ad aiutare tutte le persone che lavorano, con una maggiore deduzione delle spese professionali, e un minimo di riequilibrio delle aliquote a livello intercantonale dove andremmo a muoverci dalle ultime posizioni delle classifiche sulla competitività fiscale in direzione della media Svizzera: non riforme da primi della classe ma da chi non vuole perdere il treno. D’altra parte non dobbiamo mai dimenticare che l’1% dei contribuenti paga praticamente il 33% del gettito con cui si può assicurare i servizi necessari anche al 99% rimanente della popolazione.

Parallelamente, la riforma della cassa pensioni dello Stato mira a garantire la sostenibilità a lungo termine del sistema previdenziale. Il cantone si trova di fronte a una necessità impellente di adeguare i tassi di conversione alla realtà demografica e finanziaria attuale, caratterizzata da un aumento della speranza di vita e da rendimenti d’investimento più bassi. Le misure compensatorie previste, quali l’aumento dei contributi al risparmio, sono essenziali per non gravare eccessivamente sulle giovani generazioni di lavoratori, che includono figure professionali fondamentali come insegnanti, poliziotti e infermieri. Sarebbe profondamente ingiusto se si andassero a punire semplicemente gli ultimi arrivati per delle scelte di cui assolutamente non hanno né responsabilità né ottenuto benefici.

Il supporto a entrambe queste riforme riconosce l’importanza di un approccio bilanciato che tuteli tanto le necessità immediate quanto quelle future del cantone. Queste riforme rappresentano un equilibrio tra il bisogno di stimolare l’economia attraverso una fiscalità più favorevole e l’urgenza di mantenere un sistema previdenziale robusto ed equo.

* membro della Commissione delle finanze, membro della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni

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Alex Farinelli

Alex Farinelli

Nato il 16 dicembre 1981, domiciliato da sempre a Comano, ho conseguito il Bachelor in Economia (Zurigo e Lugano) e il Master in Economia e politiche internazionali. Durante gli studi ho sempre lavorato, durante le vacanze e il sabato, per 10 anni alla Manor di Vezia (che all’inizio si chiamava ancora Innovazione). Professionalmente sono entrato alla Corner Banca nel 2009, occupandomi di organizzazione interna, per poi diventare un anno dopo, nel 2010, segretario cantonale del PLR ticinese, con la responsabilità, dal 2014, di direttore di Opinione Liberale. A partire dal mese di giugno del 2015 lavoro per la Società svizzera impresari costruttori sezione Ticino della quale sono Vicedirettore dal 2017. Dal 2023 siedo nel Consiglio di amministrazione della Banca Raiffeisen del Cassarate.
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