L’opinione di Alex Farinelli, CdT del 16.10.2025
La polizia non provoca, reagisce quando non ha alternative e lo fa per difendere la collettività Sono sicuro di essere in compagnia della stragrande maggioranza silenziosa dei cittadini.
Negli ultimi giorni, in diverse città svizzere così come in Ticino, abbiamo assistito a manifestazioni che, pur nate con intenti magari condivisibili, sono degenerate in episodi inaccettabili. Atti di vandalismo, aggressioni, violenze e tentativi di impedire ad altri di esprimersi liberamente: tutto questo non ha nulla a che vedere con la democrazia e con il diritto di manifestare, che resta un caposaldo della nostra libertà. Purtroppo, anche in queste occasioni, una parte della narrazione mediatica si è rapidamente spostata dal condannare i fatti di violenza, e il mancato rispetto delle regole, al mettere in risalto le critiche rivolte alla polizia. Chiaro che in situazioni di questo tipo si può sempre trovare una storia da raccontare di qualcuno che, suo malgrado, è stato coinvolto, ma non è questo il punto, a meno che non si voglia nascondere il vero problema.
Forse sarebbe meglio interrogarci su altro: perché si arriva a questi punti? Che tipo di società stiamo diventando? Cosa siamo disposti a tollerare? Perché chi organizza una manifestazione permette che si infiltrino persone che cercano solo lo scontro e la distruzione? Perché questi problemi nascono soprattutto con un certo tipo di manifestazioni?
Queste sarebbero domande e le questioni che forse andrebbero approfondite.
E invece no, stiamo andando verso una direzione in cui la polizia viene accusata, e messa in cattiva luce, semplicemente per aver fatto ciò che la società le chiede di fare: mantenere l’ordine, proteggere i cittadini e impedire che un gruppo di facinorosi metta a ferro e fuoco una città. Questo è inaccettabile. Questo non è la Svizzera. La polizia non provoca, e reagisce quando non ha alternative. Lo fa per difendere la collettività, per garantire la sicurezza di tutti e lo fa praticamente sempre con grande professionalità, nonostante la tensione e la necessità di prendere delle decisioni in tempi brevissimi. Questo con il rischio costante di essere giudicata a posteriori da chi osserva da lontano, a giorni di distanza, e con il privilegio di non doversi assumere alcuna responsabilità.
La nostra società libera e sicura esiste anche grazie a chi, ogni giorno, indossa un’uniforme e si assume la responsabilità di intervenire quando gli altri si tirano indietro. Sostenere la polizia significa difendere la libertà, la legalità e il rispetto delle istituzioni. È giusto dirlo chiaramente e sono sicuro di essere in compagnia della stragrande – silenziosa – maggioranza dei cittadini e delle cittadine del nostro Paese.