Berna ha sistemato i conti «Ma il difficile arriva adesso»

CAMERE / Il Parlamento ha adottato il preventivo della Confederazione per il 2025: a farne le spese è l’aiuto allo sviluppo Farinelli: «Questo è stato solo un esercizio di riscaldamento» – Le uscite per l’Esercito aumenteranno meno in fretta del previsto

Luca Faranda

BERNA

È la seconda volta che accade in due anni, ma probabilmente il prossimo dicembre lo scenario si ripeterà: il preventivo della Confederazione ha il via libera da entrambe le Camere. Ieri mattina, Nazionale e Stati hanno approvato all’ultimo respiro le proposte della Conferenza di conciliazione: a pagare lo scotto per le maggiori uscite a favore dell’esercito deve essere l’aiuto allo sviluppo, che deve rinunciare a 110 milioni di franchi.

Per il prossimo anno si prevede un deficit di finanziamento di 800 milioni e una spesa complessiva pari a 86,5 miliardi di franchi (le entrate previste ammonteranno dunque a 85,7 miliardi). Per arrivare a una soluzione ci sono volute oltre venti ore di discussioni, tra Commissioni e plenum. Solo nelle ultime tre settimane. Il risultato? «Siamo soddisfatti per tre motivi», ci spiega il consigliere nazionale Alex Farinelli (PLR), relatore per la Commissione delle finanze. «Innanzitutto il preventivo è stato approvato. Non era scontato. Inoltre, il budget rispetta il freno all’indebitamento, che per noi è fondamentale. Infine, con questo preventivo si sono “riposizionate” alcune priorità. Ad esempio investendo maggiormente nel settore della sicurezza (con i 530 milioni di franchi in più destinati all’esercito, ndr), compensando con tagli e riduzioni da altre parti», spiega Farinelli.

Questo cambio di priorità, tuttavia, ha scatenato l’ira di Alliance Sud: «Le decisioni del Parlamento avranno conseguenze drammatiche per i Paesi più poveri», ha criticato in una nota Andreas Missbach, direttore dell’organizzazione che si occupa di cooperazione internazionale e della politica di sviluppo. I tagli, come detto, riguarderanno soprattutto questo ambito (i consiglieri nazionali inizialmente volevano decurtare i fondi di ben 250 milioni, i «senatori»invece circa 30 milioni).

L1% del PIL entro il 2032

Le due Camere federali hanno anche stabilito di concedere meno mezzi al settore dell’asilo (-185 milioni in totale) e al personale federale (-40 milioni), ma hanno invece deciso di spendere maggiormente (42 milioni in più) per l’agricoltura.

Al capitolo esercito, invece, c’è una grande novità. Il Parlamento ieri ha approvato anche il piano finanziario fino al 2028. Il Parlamento fino ad ora, per le spese militari auspicava di raggiungere l’1% del PIL entro il 2030. Il Consiglio federale, invece, solo entro il 2035. Ora, vista la situazione tesa delle casse federali, è stato raggiunto un compromesso: l’1% del PIL, per l’Esercito, sarà raggiunto nel 2032. Si tratta comunque di un obiettivo ambizioso. Questa opzione era già stata proposta dalla Commissione delle finanze degli Stati. Ieri il Parlamento ha dato il via libera, approvando (oltre al preventivo per il 2025) anche il piano finanziario fino al 2028. Questo piano prevede che il budget dell’esercito possa essere aumentato a 7,4 miliardi di franchi entro il 2028. In che modo? La risposta non è così semplice.

Piano di risparmi

Le casse piangono e dal 2026 (complici anche le maggiori uscite per l’esercito e la 13. AVS) si prospettano lacune difficili da colmare. Già alla fine del prossimo mese di gennaio, tuttavia, il Consiglio federale presenterà il suo (enorme e doloroso) pacchetto di risparmi, sulla base del rapporto stilato dal gruppo di lavoro guidato da Serge Gaillard. «E poi a dicembre dell’anno prossimo avremo un altro difficile preventivo. Quello che si è visto quest’anno è stato quasi solo un esercizio di riscaldamento», sottolinea Farinelli, aggiungendo che il difficile arriva ora. Tuttavia, quanto fatto in queste settimane potrà tornare utile per tutti i partiti, aggiunge il deputato PLR. «A sinistra non c’era una grande disponibilità a discutere sui tagli, l’anno prossimo però posso immaginare che l’approccio sarà differente».

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Alex Farinelli

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