Testo depositato
Secondo dati e valutazioni dell’Amministrazione federale delle dogane e della sicurezza dei confini, il numero di invii di piccolo valore unitario importati in Svizzera tramite commercio elettronico è in forte crescita. Questo sviluppo genera costi amministrativi legati alla riscossione fiscale, ai controlli di sicurezza e alla gestione dei rischi, costi che ricadono in larga parte sulle autorità pubbliche.
Parallelamente, a livello internazionale – e in particolare nell’Unione europea – sono in discussione modelli volti a finanziare i controlli sull’e-commerce transfrontaliero mediante contributi specifici o meccanismi di riscossione a monte, al fine di migliorare l’efficienza dell’enforcement e ridurre gli oneri per lo Stato.
Per la Svizzera, tali riflessioni devono essere valutate anche alla luce degli obblighi internazionali, inclusi gli accordi OMC e gli accordi di libero scambio, tra cui quello con la Repubblica Popolare Cinese.
Domande
Alla luce di quanto precede, si chiede al Consiglio federale:
- Qual è la stima attuale del volume annuo di micro-pacchi importati in Svizzera tramite commercio elettronico B2C e quali sono i principali canali logistici utilizzati?
- Quali costi sostenuti dalla Confederazione sono riconducibili ai controlli di sicurezza, qualità e riscossione connessi a tali invii e come si è evoluta questa spesa negli ultimi anni?
- Il Consiglio federale sta monitorando iniziative o proposte dell’Unione europea volte a introdurre contributi o tasse specifiche per finanziare i controlli sull’e-commerce transfrontaliero e quali effetti potrebbero avere sui flussi verso la Svizzera?
- Quali opzioni ritiene compatibili con il diritto svizzero e con gli obblighi internazionali della Svizzera per garantire un finanziamento efficiente dei controlli, evitando distorsioni concorrenziali e oneri amministrativi sproporzionati?
25.1058 Micro-pacchi, costi di enforcement e coordinamento internazionale