25.058 Tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni TTPCP. Ulteriore sviluppo. Revisione parziale della LTTP

Farinelli Alex (RL, TI), per la commissione:

Torniamo oggi sull’oggetto 25.058 relativo all’ulteriore sviluppo della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni e alla revisione parziale della relativa legge. Nell’ambito dell’eliminazione delle divergenze permane una differenza tra le due Camere concernente l’articolo 8 capoverso 2, in particolare la questione se le modifiche nell’attribuzione alle categorie di tassa devono essere comunicate con un preavviso di sette anni previsto direttamente nella legge.
Il Consiglio nazionale si è già pronunciato su questo punto la settimana scorsa, decidendo, con 104 voti contro 91 e 0 astensioni, di mantenere la propria posizione e di non inserire nella legge questo termine di sette anni. Il Consiglio degli Stati da parte sua ha deciso, con 22 voti contro 22 e il voto decisivo del presidente, di mantenere tale termine.
La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del nostro consiglio ha quindi riesaminato questa divergenza nella sua seduta del 22 settembre. Al termine della discussione, la commissione ha deciso, con 15 voti contro 10 e 0 astensioni, di proporre al Consiglio nazionale di mantenere la propria posizione. La maggioranza della commissione condivide in particolare la valutazione espressa dall’amministrazione. L’obiettivo di garantire un preavviso sufficiente al settore non viene messo in discussione. Anche il Consiglio federale, l’amministrazione e il dipartimento competente intendono rispettare un orizzonte temporale di sette anni.
La questione è piuttosto sapere a quale livello normativo debba essere garantito questo termine. Secondo la maggioranza, la fissazione rigida di tale termine nella legge costituirebbe una limitazione eccessiva del margine di manovra necessario per poter reagire in futuro agli sviluppi tecnici e normativi. Il rispetto di un termine adeguato può essere assicurato a livello di ordinanza senza iscrivere nella legge federale un vincolo che potrebbe rivelarsi troppo rigido in caso di futuri adeguamenti del sistema.
L’amministrazione ha inoltre ricordato che, per quanto riguarda il preavviso per il declassamento dei veicoli Euro 6 dal 1° gennaio 2030, lo stesso è stato ampiamente rispettato ed è superiore ai sette anni. In questo caso, infatti, si parla di quasi 16 anni. Non vi è quindi, per questa modifica concreta, un problema di prevedibilità per il settore.
Nel corso della discussione è stato naturalmente sottolineato anche la posizione presentata in questa sala dalla minoranza. La maggioranza riconosce l’esigenza della sicurezza negli investimenti, ma ritiene che essa possa essere soddisfatta anche senza introdurre nella legge un termine rigido di sette anni. La soluzione proposta quindi dal Consiglio federale consente di conciliare la necessaria prevedibilità per il settore con un adeguato margine di flessibilità per gli sviluppi futuri.
A nome della maggioranza della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni vi invito pertanto a seguire la decisione della maggioranza adottata per 15 voti contro 10.

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Alex Farinelli

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